- Un honeypot è un sistema esca - qualsiasi connessione ricevuta è per definizione sospetta
- La ricognizione interna (lateral movement iniziale) lascia tracce nei log prima che l'attaccante agisca
- Analizzare chi ha contattato il honeypot rivela quali host sono compromessi o controllati da un attaccante
- IDS/IPS signature-based non rileva zero-day - il comportamento anomalo verso risorse inesistenti lo fa
▶ $ history
Sono le 14:33. Il SIEM ha flaggato una connessione TCP verso 192.168.10.99. Il problema: a quell'IP non c'è nessun server. Non c'è nessun servizio. Non c'è nessun device registrato nell'inventario.
Eppure qualcuno lo ha contattato.
L'IP che non esiste#
Il nostro honeypot è un sistema configurato per sembrare attraente - share di rete aperta, nome host FILESERVER-OLD, porta 445 aperta. Nessun utente legittimo dovrebbe mai connettersi lì. Non è documentato. Non è nel DNS interno. Non ha un record in Active Directory.
Questo è esattamente il punto.
graph TD
I["Internet"] --> FW["Firewall perimetrale"]
FW --> LAN["LAN aziendale"]
LAN --> WS["Workstation (192.168.10.x)"]
LAN --> SRV["Server reali (192.168.20.x)"]
LAN --> HP["HONEYPOT 192.168.10.99
Nessun uso legittimo
Ogni connessione = alert"]
HP -->|"alert istantaneo"| SIEM["SIEM / SOC"]
Qualsiasi connessione al honeypot segnala una di queste tre cose: un attaccante in ricognizione, un worm che scansiona la rete automaticamente, o un device già compromesso che esegue ordini da C2.
Cosa vedo nel pcap#
Filtro sul traffico verso quell'IP nelle ultime sei ore.
tshark -r capture.pcap \
-Y "ip.dst == 192.168.10.99" \
-T fields -e frame.time -e ip.src -e tcp.dstport14:31:02 192.168.10.47 445
14:31:02 192.168.10.47 139
14:31:03 192.168.10.47 3389
14:31:04 192.168.10.47 22
14:31:05 192.168.10.47 80
# output simulatoUn solo host sorgente: 192.168.10.47. Cinque porte diverse in tre secondi - 445, 139, 3389, 22, 80. Non è un utente che cerca un file. È una scansione sistematica di porte.
192.168.10.47 è una workstation del reparto marketing. Nella normale operatività, quella macchina non apre mai connessioni verso altri host interni su porte di questo tipo.
Il profilo della scansione#
Espando la ricerca a tutto il traffico generato da 192.168.10.47 nell'ultima ora.
tshark -r capture.pcap \
-Y "ip.src == 192.168.10.47 && tcp.flags.syn == 1 && tcp.flags.ack == 0" \
-T fields -e ip.dst \
| sort -u | wc -l31
# output simulatoTrentuno host distinti contattati con SYN puro in un'ora - pattern classico di port scan. La workstation sta mappando sistematicamente la subnet /24.
Il primo host che ha scansionato era il honeypot. Questo ci dice che la scansione parte da 192.168.10.1 e procede in ordine - arrivata a .99, il honeypot ha alzato la mano.
Ricostruire il percorso#
graph LR
ATT["Attaccante esterno
o accesso iniziale via phishing"] -->|"initial access"| WS["192.168.10.47
Workstation marketing
COMPROMESSA"]
WS -->|"lateral movement recon"| HP["Honeypot 192.168.10.99
ALERT"]
WS -->|"scansione 192.168.10.x"| ALTRI["31 host scansionati"]
HP --> SOC["SOC avvisato
14:33"]
SOC -->|"indaga"| WS
La workstation è il pivot. Qualcuno ha ottenuto accesso a quella macchina - phishing, credenziali rubate, exploit - e ora sta eseguendo ricognizione interna prima di muoversi verso target di valore.
IoC e tecniche#
| Tipo | Valore | Contesto | MITRE ATT&CK |
|---|---|---|---|
| IP interno | 192.168.10.47 | Host compromesso, sorgente scansione | T1046 |
| Comportamento | SYN scan su 31 host interni in 60 min | Network Service Discovery | T1046 |
| Comportamento | Connessione a risorsa inesistente | Honeypot triggered - ricognizione attiva | T1018 |
| Tecnica | Porte 445/139 - targeting SMB | Lateral movement preparation | T1021.002 |
Risposta#
# Isola immediatamente la workstation a livello switch
# (NAC quarantine o disabilita porta)
# Verifica processi attivi sulla macchina al momento dell'alert
# (da memory forensics o EDR)
# Cerca altri host con pattern simile nella stessa finestra temporale
tshark -r capture.pcap \
-Y "tcp.flags.syn == 1 && tcp.flags.ack == 0" \
-T fields -e ip.src \
| sort | uniq -c | sort -rn | head -10Checklist:
- Isola la workstation - togli accesso rete prima di investigare
- Acquisisci immagine della memoria (volatility) e del disco prima di spegnere
- Analizza processi, connessioni e task schedulati al momento dell'alert
- Cerca lateral movement riuscito - qualcuno ha risposto alla scansione?
- Verifica se altri host hanno pattern di scansione simili (worm?)
- Cambia credenziali dell'utente della workstation
exit 0#
Un honeypot non protegge niente. Non ha patch da aggiornare, non ha dati da cifrare, non ha utenti da difendere. È un sensore puro - il suo unico valore è non ricevere mai traffico legittimo.
Quando il SIEM ha alzato quell'alert a ore 14:33, la scansione era iniziata alle 14:31. Due minuti. In un ambiente senza honeypot, quell'attaccante avrebbe continuato silenzioso per ore. Forse giorni.
Il fantasma nella rete si è rivelato perché ha bussato alla porta sbagliata.
Comandi usati: tshark Concetti correlati: smtp, dns-resolution-flow




