Skip to main content
  1. Concetti/

Incident Response - Framework e Lifecycle

Alessio Barnini
Author
Alessio Barnini
Table of Contents

Cosa fa
#

Definisce come un SOC gestisce un incidente di sicurezza dall'inizio alla fine. Esistono piu' framework — non si escludono, si usano in modo complementare.


Definizione di IR
#

Esistono due definizioni di riferimento:

  • NIST: La remediation o mitigazione di violazioni delle policy di sicurezza e delle pratiche raccomandate.
  • SANS: Il processo strutturato di identificazione, gestione e mitigazione degli effetti di un incidente di sicurezza informatica, con l'obiettivo di minimizzare i danni, ripristinare le operazioni e prevenire ricorrenze future.

La definizione SANS e' piu' operativa — quella usata nei SOC. La definizione NIST e' piu' formale — usata in compliance e governance.


Framework a confronto
#

I framework non sono alternativi: operano a livelli diversi dello stesso problema e si usano in modo complementare.

FrameworkEnteStrutturaLivello
NIST CSF 2.0NIST (USA)6 funzioni: Govern, Identify, Protect, Detect, Respond, RecoverStrategico — governance, CISO, audit, compliance aziendale
NIST SP 800-61r3NIST (USA)4 fasi: Preparation / Detection & Analysis / Containment+Eradication+Recovery / Post-Incident ActivityTattico IR — il "metamodello" del processo di risposta, con enfasi su risk management e miglioramento continuo
PICERLSANS6 fasi: Preparation, Identification, Containment, Eradication, Recovery, Lessons LearnedOperativo SOC — scomposizione piu' granulare della parte Detect/Respond/Recover di NIST SP 800-61
MITRE ATT&CKMITRETattiche, tecniche e procedure degli attaccantiLinguaggio — classifica cosa ha fatto l'attaccante in ogni fase
Time Based SecurityWinn SchwartauMisura tempi: Pt > Dt + RtMetrica — valuta l'efficacia della postura difensiva

Come si integrano in un programma IR moderno
#

NIST CSF 2.0          → livello policy e framework aziendale
                         "cosa deve fare il programma di sicurezza"
                         Govern / Identify / Protect / Detect / Respond / Recover

  └── NIST SP 800-61r3  → livello processo IR tattico
                           "come gestire un incidente"
                           Preparation → Detection/Analysis → Response → Recovery → Post-Incident

        └── PICERL       → livello operativo SOC / playbook
                           "cosa fa concretamente il team dal ticket alla chiusura"
                           Preparation → Identification → Containment → Eradication → Recovery → Lessons Learned
Note

PICERL mappa sulla parte centrale di NIST SP 800-61 (Detection/Analysis + Response + Recovery). Non e' in alternativa a NIST — e' il linguaggio che gli analisti usano dentro quel perimetro. A livello policy "si parla NIST/CSF"; a livello playbook e formazione analisti "si parla PICERL".

Come si usano insieme in pratica:

  • A livello CISO/audit: usa NIST CSF per dimostrare maturita' del programma di sicurezza
  • A livello processo IR: usa NIST SP 800-61 come riferimento formale nella documentazione e nei report
  • A livello operativo SOC: segui PICERL come guida durante l'incidente (playbook, runbook, formazione analisti)
  • Classificazione tecniche: usa MITRE ATT&CK in ogni fase per descrivere cosa ha fatto l'attaccante
  • Misurazione efficacia: usa TBS per verificare che Pt > Dt + Rt

PICERL — dettaglio operativo
#

flowchart LR
    subgraph cycle["Continuous Improvement Cycle"]
        P[Prepare]
    end
    subgraph im["Incident Management"]
        I[Identify]
        C[Contain]
        E[Eradicate]
        R[Recover]
        LL[Lessons Learned]
        I --> C
        I --> E
        C --> R
        E --> R
        R --> LL
    end
    P --> I
    LL -->|Constant Feedback Loop| P
Note

Contain ed Eradicate sono in parallelo: puoi contenere (isolare) mentre eradichi (rimuovi la minaccia). Il Feedback Loop e' il punto critico — le Lessons Learned devono migliorare la Preparation del prossimo incidente.

1. Preparation (Preparazione)
#

Costruire le fondamenta prima che l'incidente accada.

  • Policy, Communication Plan, Response Strategy
  • Jump Bag (kit di emergenza), Checklists, Access Control per il CIRT
  • Drill periodici — il team deve sapere cosa fare senza improvvisare

2. Identification (Identificazione)
#

Rilevare l'incidente e determinarne lo scope.

  • Rispondere alle 5W + 1H: Who, What, Where, When, Why, How
  • Determinare se e' un vero incidente o un falso positivo
  • Classificare la severity

3. Containment (Contenimento)
#

Fermare la diffusione e limitare i danni.

  • Short-term: Isolare l'host (staccare rete, bloccare account)
  • System Back-Up: Creare copie forensi PRIMA di pulire — non alterare le evidenze
  • Long-term: Patch temporanee per continuita' del business

4. Eradication (Eradicazione)
#

Rimuovere completamente la minaccia e le tracce.

  • Metodo preferito: reimaging (ripristino da immagine pulita)
  • Chiudere le vulnerabilita' sfruttate
  • Rimuovere malware, backdoor, account creati dall'attaccante

5. Recovery (Ripristino)
#

Riportare i sistemi in produzione con monitoraggio intensivo.

  • Validare che il sistema non venga re-infettato
  • Monitoraggio aumentato nelle prime ore/giorni
  • Approvazione formale prima del ripristino in produzione

6. Lessons Learned (Lezioni Apprese)
#

Analisi post-mortem per migliorare il processo.

  • Play-by-play review dell'incidente
  • Output: report finale con timeline, impatto, azioni correttive
  • Aggiornare playbook, regole SIEM, policy in base a quanto appreso

Incident Handler's Checklist
#

FaseDomanda di controllo
PIl team ha accesso ai tool e ai contatti? I drill sono stati eseguiti?
I5W+1H risposto? Scope definito? Severity classificata?
CForensic backup creato? Host isolato? Account bloccati?
EMalware rimosso? Sistema reinstallato? Vulnerabilita' chiuse?
RMonitoraggio attivo? Ripristino approvato formalmente?
LTimeline documentata? Playbook aggiornato? Regole SIEM aggiornate?

Letture di approfondimento
#

  • ISO/IEC 27035 — Information Security Incident Management
  • ENISA Incident Management Guidelines
  • ASD Strategies — Australian Signals Directorate, mitigazioni pratiche
  • NIST SP 800-61 — Computer Security Incident Handling Guide (gratuito)

Scenario Reale
#

Lab 2026-05-10 — Reverse Shell da Kali su Ubuntu:

Identification  → Wazuh alert: auditd syscall connect() su bash
Analysis        → raccogli IoC: IP 192.168.64.200, porta 4444,
                  processo bash, durata 205s, syscall 203 ARM64
Containment     → kill -9 $(lsof -t -i:4444) + ufw deny out 4444
Eradication     → rimuovi il vettore iniziale (servizio vulnerabile)
Recovery        → ripristina e monitora
Lessons Learned → ROOT CAUSE ANALYSIS:
                  "perché Ubuntu era vulnerabile?"
                  → servizio esposto non patchato sulla porta 8080
                  → quella è la porta d'ingresso, non la 4444
Important

Root cause analysis risponde a "perché?" non a "cosa?". Raccogliere IoC = Analysis. Capire perché il sistema era vulnerabile = Lessons Learned. Senza root cause analysis chiudi la porta 4444 ma l'attaccante rientra dalla 5555.


Un analista rileva un'esecuzione anomala di PowerShell tramite Wazuh (alert SIEM):

  1. Identification — risponde alle 5W+1H, classifica come True Positive, severity High
  2. Containment — isola la workstation, crea forensic backup
  3. Eradication — reimaging del sistema, chiude la vulnerabilita' sfruttata
  4. Lessons Learned — scrive una regola Sigma per rilevare quel pattern in futuro, aggiorna il playbook

Strumenti usati: Wazuh (SIEM) per Identification, MITRE ATT&CK per classificare le tecniche, PICERL come guida al processo.


Collegato a
#

  • observability — SIEM e monitoring nella fase Identification
  • network — Digital Forensics nella fase Containment
  • soc-tiers — chi esegue le fasi (Tier 1/2/3)
  • mitre-attack-framework — classifica le tecniche dell'attaccante
  • incident-report-reverseshell — esempio reale di IR applicato
  • investigazione-linux — comandi per la fase Identification su Linux

Related