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  1. Concetti/

Incident Response - Modiga cap 9 - Analisi e risposta agli incidenti

·6 mins
Alessio Barnini
Author
Alessio Barnini
Table of Contents

Cosa fa
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Descrive il processo completo di gestione di un incidente di sicurezza (IH — Incident Handling) con le fasi operative, gli strumenti e i criteri decisionali usati in un SOC reale.

TL;DR
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IH (Incident Handling) è il contenitore che racchiude tutto il processo. IR (Incident Response) è il sottoinsieme operativo. Le fasi di Modiga seguono la stessa logica di PICERL ma con nomi diversi — per l'esame Security+ usa PICERL.


IH vs IR
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  • IH (Incident Handling): tutto il processo — persone, procedure, strumenti, comunicazione, ticketing.
  • IR (Incident Response): il team/processo tecnico di risposta all'incidente. È un sottoinsieme di IH.

Le fasi operative di Modiga (cap 9):

  1. Detection
  2. Analysis
  3. Containment
  4. Eradication
  5. Recovery
  6. Post-incident activity

Corrispondenza con PICERL (SANS): le fasi centrali sono identiche. Modiga non nomina Preparation come fase esplicita; usa Detection+Analysis dove SANS usa Identification; chiama Post-incident activity quello che SANS chiama Lessons Learned.


9.1.1 — Detection (Rilevazione)
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La rilevazione di un incidente avviene tramite più canali:

Automatici:

  • SIEM (es. Wazuh) — raccoglie log da tutta l'infrastruttura, applica regole, genera alert
  • EDR/XDR — agent installato sugli endpoint che monitora processi, file system e connessioni in tempo reale
  • IDS/IPS — intercettano traffico anomalo o tentativi di intrusione

Umani:

  • NOC team — può rilevare anomalie operative (server lento, picchi di traffico)
  • Threat Hunter — cerca proattivamente minacce non ancora rilevate dagli alert automatici
  • Utenti — segnalazioni di comportamenti anomali

Tutto confluisce nel SIEM come punto centrale. Ogni evento genera un ticket nel sistema di ticketing — ogni passo dell'analisi viene documentato nel ticket stesso.


9.1.2 — Analysis (Analisi) — IN CORSO (p. 495)
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Triage
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Prima attività dell'analisi. Composto da tre passi:

  1. Analisi iniziale — capire contesto, origine e dinamica dell'evento
  2. Categorizzazione — classificare il tipo di incidente
  3. Prioritizzazione — determinare urgenza e impatto

Le 5 domande del triage:

DomandaCosa cerca
WhoMacchine, utenti, server coinvolti
WhatAttività rilevate (download sospetto, login fallito, ecc.)
WhenTimestamp e frequenza — capisce se è sporadico, brute force, beaconing
WhereOrigine geografica o di rete — IP estero sconosciuto = sospetto
HowVettore e metodo — verso la comprensione tecnica dell'attacco

Fonti per l'analisi
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Interne:

  • Log di sistema, firewall log
  • SIEM, EDR, XDR

Esterne (OSINT):

  • VirusTotal — analisi file, URL, IP, domini
  • Any.run — sandbox online per eseguire file sospetti
  • Shodan — motore di ricerca per dispositivi esposti su internet
  • Servizi premium (threat intel feed)

Categorizzazione
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Fondamentale per applicare il playbook corretto. Si usa una tassonomia:

  • Interna — definita dall'organizzazione
  • ENISA — standard europeo per linguaggio comune tra organizzazioni
  • Ibrida — la più diffusa: tassonomia interna + ENISA

Se l'incidente è nuovo → ticket separato. Se è già noto → i ticket vengono accorpati.

Prioritizzazione
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Ogni incidente riceve un livello di priorità. Schema comune:

LivelloNomeDescrizione
P0 / L1CriticoRischio malfunzionamento totale — intervento immediato
P1 / L2AltoPuò diventare critico — intervento tempestivo
P2 / L3MedioNon urgente ma non ignorabile
P3 / L4BassoNessuna minaccia immediata — spesso falso positivo. Basso non significa trascurabile

Fattori che influenzano la priorità:

  • Tipologia host — server critico di produzione vs workstation utente
  • Tipologia account — CEO, dirigente, account di servizio con privilegi elevati
  • Numero di host e utenti — incidente circoscritto vs diffuso
  • Stato di mitigazione — malware bloccato da EDR ha priorità inferiore a uno non rilevato
  • Vincoli normativi — sistemi con dati GDPR, PCI-DSS, HIPAA, NIS2 → priorità automaticamente più alta
  • Applicazioni coinvolte — CRM, DB, ERP impattano il business in modo diverso
  • Impatto su business — impedisce di lavorare?
  • Esfiltrazione dati — dati sensibili usciti dalla rete?
  • Coinvolgimento supply chain — origine esterna (fornitore, software terzo) allarga il perimetro → priorità più alta
  • Tipologia minaccia — ransomware, APT (Advanced Persistent Threat), compromissione account hanno gravità diverse
Note

Il tempo nell'analisi è critico: prima si contiene, meno il malware si espande. Analysis e Containment possono sovrapporsi quando il rischio è alto.


SIEM tuning — falsi positivi e falsi negativi
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Falsi positivi: alert su eventi innocui. Se numerosi saturano il SOC e rischiano di scalare a Tier superiori sprecando tempo. Il tuning calibra le regole sull'ambiente specifico.

Falsi negativi: minacce reali classificate come innocue — il problema più grave. Aprono la strada agli APT, attaccanti con risorse elevate che restano nascosti a lungo nella rete.

Contromisure contro i falsi negativi:

  • Defence in depth — difesa multi-livello lungo tutta la Kill Chain: se un layer non rileva, il successivo lo fa
  • Threat intelligence — raccolta e analisi continua di informazioni sulle minacce per aggiornare IoC e IoA
  • Threat hunting — ricerca proattiva di minacce non ancora rilevate dagli alert automatici
  • Audit e penetration test periodici — verificano che i controlli funzionino davvero
Important

IoC (Indicator of Compromise) = traccia di compromissione già avvenuta (IP C2, hash malware, dominio). IoA (Indicator of Attack) = segnale di attacco in corso prima della compromissione (comportamento anomalo, sequenza sospetta). Rilevare IoA permette di intervenire prima.



9.1.3 — Containment (Contenimento)
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Due obiettivi paralleli — entrambi obbligatori:

  1. Limitare il perimetro — bloccare propagazione, movimento laterale, escalation di privilegi
  2. Mantenere il business operativo — isolare la minaccia senza fermare l'azienda

Chi esegue: Tier 2 SOC o team IR dedicato. Il Tier 1 rileva e scala, il Tier 2 contiene.

Important

Le azioni di contenimento non vengono scritte in real time — sono già nei playbook. Un analista non va a scrivere una regola firewall a mano durante un incidente: clicca un pulsante che applica una regola pre-scritta e testata.

Azioni di contenimento
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Firewall / blocco rete:

  • Blocco bidirezionale delle connessioni C2 (reverse shell, beaconing)
  • Blocco outbound verso domini o IP malevoli noti
  • Regole già pronte — esecuzione centralizzata in un click

EDR / blocklist:

  • Inserimento hash del malware nella blocklist dell'EDR — impedisce esecuzione su tutti gli endpoint gestiti simultaneamente
  • Blocco process name o firma del file sospetto

Account e sessioni:

  • Disabilitazione dell'utenza compromessa
  • Terminazione di tutte le sessioni attive: logout forzato, revoca token, kill sessioni SSO, RDP, VPN
  • Non basta disabilitare l'account — le sessioni già aperte rimangono attive finché non vengono terminate esplicitamente

Isolamento macchina:

  • Isolare l'host dalla rete (EDR può farlo in un click — network isolation mode)
  • Criticità: se la macchina è un server business-critical, l'isolamento totale può bloccare l'azienda. In quel caso si valuta isolamento parziale (solo traffico di gestione consentito) o si accetta il rischio temporaneamente
Note

Il processo di contenimento avviene in modo centralizzato tramite EDR/XDR. L'EDR agisce sul singolo endpoint (blocca un processo, isola la macchina). L'XDR ha visibilità cross-environment e può bloccare simultaneamente su più fonti — endpoint, rete, cloud — impedendo che il movimento laterale si propaghi prima che ogni singolo EDR venga aggiornato.


Da completare
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  • 9.1.3 Containment
  • 9.1.4 Eradication
  • 9.1.5 Recovery
  • 9.1.6 Post-incident activity
  • 9.2 Scenari reali (account, ransomware, phishing, port scan)

Collegato a
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  • incidents — il processo che porta a un incident report
  • log — fonti primarie per detection e analysis
  • incident-response-lifecycle — framework PICERL di riferimento per Security+
  • glossario-cyber — IH, IR, triage, OSINT, telemetria, tassonomia ENISA
  • settimana-11 — lettura mercoledi 06/05

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